7-8 CHILI / Davide Calvaresi/ BUIO studio n°1/Sabato 4 settembre/ h24.30 Sala La Collegiata
L'osservazione affascinata dei fenomeni naturali trova qui la sua traduzione nella ricostruzione di un paesaggio video-sonoro.
La luce ed il suono, sono gli elementi fondamentali della costruzione scenica di un percorso notturno, dove si alternano immagini, ambienti e momenti visionari. Una finestra segna il confine tra dentro fuori, dividendo lo spazio scenico e dando vita ad un gioco di proiezioni, retro proiezioni, illuminazioni, trasparenze ed ombre.La visione risulta celata ed ostacolata al fine di stimolare nello spettatore un processo di immaginazione e ricostruzione di ciò che è nascosto, di tutto ciò che sta al buio nell'ignoto delle tenebre, in quella zona oscura dentro ciascuno di noi della quale non vogliamo sapere. La narrazione non segue un percorso logico ma, piuttosto, cerca di fare leva sulla perenne esitazione tra spiegazione razionale e irrazionale degli avvenimenti narrati. L'immaginario ricostruito tenta di proiettare lo spettatore verso luoghi indefiniti ed astratti dove abbandonarsi al fascino dell’infinito, immergendosi in un piacevole stato di trasporto ed estasi.
Il filo conduttore delle situazioni create è la traccia audio; il suono, infatti, è uno degli espedienti utilizzati per conciliare la realtà con l’immaginazione ed è considerato come fenomeno naturale e fisico in grado di evocare immagini poetiche. Come nelle teorizzazioni leopardiane sull'acustica idillica, la percezione dei suoni di cui non si vede la fonte, genera sensazioni indefinite. La scena è intesa come luogo sacro, separato, in cui potersi abbandonare alla meditazione, come in un pensiero Zen, descrivendo il luogo dell'indefinito e della rimozione dove il buio e inteso come metafora. Materiale e immateriale, narrabile e ineffabile si alternano sulla scena nella ricerca della bellezza. La luce e il suono non sono semplici strumenti ma assumono una carica espressiva, capaci di articolare materie poetiche e sostanze drammatiche. Il processo messo in atto corrisponde ad una autonomia del teatro, affidato unicamente ai propri mezzi, non intesi come strumenti, macchine per illusioni, bensì quali elementi linguistici.
7-8 chili nasce nel 2005 dall'esigenza di creare un veicolo che permetta, attraverso la collaborazione con enti locali e altre associazioni, l'elaborazione e circuitazione di giovani idee, cultura ed arte. Opera realizzando eventi che, attraverso la forte interazione con il contesto sociale, sono spunto di conoscenza e fermento creativo. Il gruppo attualmente è composto da Davide Calvaresi, Giulia Capriotti, Valeria Colonnella, Maria Calvaresi, Ivana Pierantozzi, Stefania Michetti. Tra i loro lavori ricordiamo Ortica (2010), Daimon performance teatrale del 2008, Nasce un poco strisciando (2007) e N.U.P.S (2007).
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