Lettere di un'esperienza indimenticabile: dal Portogallo gli studenti di Antonio Mingarelli

Il 12 settembre scorso si è concluso, dopo un'ultima ed emozionante settimana di intensa attività, il progetto Performing Arts Working Towards Inclusion and Citizenship, che vedeva impegnati tre gruppi di adolescenti provenienti da Portogallo, Italia e Olanda nella riflessione sulla possibilità di concepire il teatro come spazio d'incontro e occasione di dialogo fra i più giovani grazie ad un Trasnational Exchange.
20 ragazzi di età compresa tra i 14 e i 19 anni hanno avuto la possibilità di lavorare fianco a fianco guidati da tre coach, Isabel Craveiro, Hanneke de Man e Antonio Mingarelli, ospiti nelle strutture del partner portoghese O Teatrao a Coimbra.
La delegazione italiana era composta da tre studenti del Liceo classico Leopardi di Recanati, già protagonisti del laboratorio Looking for Hamlet condotto da Antonio Mingarelli nel 2010.
[nella foto da sin. Antonio Mingarelli, Giovanni Marconi, Denisa Mahilaj e Arianna Giampaoli]
La cosa più bella credo si stata sperimentare diversi modi di fare teatro e questo mi ha fatto crescere molto, ovviamente perché mi ha permesso di mettermi in gioco, inoltre è stata per me una grande sorpresa vedere giovani della mia età essere talmente appassionati al teatro e mettere il cuore e l'impegno in quello che facevano. Abbiamo sfruttato quei giorni a disposizione per conoscerci meglio, abbiamo giocato, abbiamo parlato molto, abbiamo condiviso la nostra cultura e ognuno ha insegnato qualcosa all'altro. Denisa Mahilaj
Fantastico, l’unica parola che mi viene in mente per descrivere questo meeting. Non è stato un semplice scambio di parole, pensieri e di azioni, in questa settimana ci sono stati scambi di emozioni e la maggior parte delle volte esse erano al quanto positive. Sono cresciuta come persona e riesco a rapportarmi meglio con gli altri perché mi dico: “se sono riuscita a rapportarmi con venti persone che non avevo mai visto prima e che non parlano nemmeno la mia lingua, posso rapportarmi con chiunque da oggi in avanti”. Arianna Giampaoli
Ma il teatro, come i giochi insieme, o il mangiare semplicemente insieme o il chiacchierare fino a tardi con gli altri del più e del meno hanno permesso tutti insieme di conoscere a fondo le altre culture, non nello stesso modo in cui le leggiamo sui libri, ma capendo che non c'è poi una grande distanza tra 'noi' e 'loro' , solo una storia differente e una lingua differente... E alla fine anche la lingua non sembrava più rappresentare un ostacolo, quasi come se sotto le incomprensibili parole olandesi o quelle storpiate portoghesi ci fosse una stessa lingua universale. Giovanni Marconi
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